Marie Tumlířová

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Marie Tumlířová, nata Kuklová, nacque il 9 giugno 1889 a Hradec Králové, una di sei figli. Sebbene suo padre, l’avvocato JUDr. Matěj Kukla, la scoraggiasse dall’intraprendere una professione “maschile” e immaginasse per la figlia un ruolo femminile più tradizionale, Marie si impose e divenne la prima donna nelle terre ceche e la prima donna dell’Europa centrale a conseguire un dottorato in scienze tecniche.
Ottenne questo titolo nel 1921, dopo essersi laureata in ingegneria agraria al Politecnico Ceco di Praga e aver sostenuto il rigoroso esame all’Università Carolina. La sua impegnativa tesi, intitolata “Rapporti numerici delle cellule del sangue della gallina domestica”, ottenne riconoscimenti in ambito professionale e contribuì allo sviluppo delle conoscenze scientifiche nel campo dell’agricoltura.
Durante gli studi conobbe Bohuslav Tumlíř, anch’egli ingegnere agrario, che in seguito sposò; insieme si presero cura di un gran numero di animali da fattoria. Quella, però, non era certo la sua unica occupazione. Trascorreva sei giorni a settimana come commissaria al Ministero dell’Istruzione e della Coscienza Nazionale. Nel frattempo riusciva anche a collaborare alla rubrica “La tecnologia in casa” della rivista “Donna e casa” (Žena a domov), dove consigliava le casalinghe su come gestire la fattoria, così da avere tempo per la propria istruzione e la cultura.

Promosse inoltre attivamente l’elettrificazione dei villaggi. Tumlířová fu molto attiva nel campo dell’emancipazione femminile e delle questioni sociali. Fu membro di diverse associazioni femminili, tra cui l’Associazione delle Donne Laureate, di cui divenne presidente nel 1925. All’interno dell’associazione negoziò, in collaborazione con un’organizzazione estera omonima, borse di studio e preziose esperienze all’estero per studentesse di talento prive di sostegno adeguato, così che avessero migliori possibilità di trovare un impiego rispetto agli uomini, ancora favoriti. Nel 1934 fu eletta all’Assemblea Nazionale come membro del Partito Agrario, dove si occupò di questioni rurali, di agricoltura e della condizione delle donne. Con l’avvicinarsi della guerra, le donne iniziarono a perdere i posti di lavoro conquistati con fatica, poiché i loro impieghi venivano resi disponibili agli uomini espulsi dai Sudeti. Le donne sposate impiegate nella pubblica amministrazione persero il lavoro, e così accadde anche a Marie Tumlířová. Si ritirò quindi nella fattoria di famiglia, dove si dedicò ai suoi amati animali.
Nel 1948, però, con l’avvento del regime comunista, fu promossa la collettivizzazione dell’agricoltura e i contadini privati divennero nemici dello Stato. Marie, il marito e i figli decisero perciò di emigrare e di addentrarsi nella foresta, nel buio della notte, in direzione del confine. Superati tutti gli ostacoli, la famiglia si stabilì a Parigi e in seguito in Svizzera.
Anche all’estero, però, Marie non si fermò. Scrisse per riviste di esuli, lavorò in organizzazioni dell’emigrazione e curò un proprio programma per Radio Free Europe. Fu una critica così feroce del regime comunista che un agente ceco fu inviato all’estero per rapirla, ma senza successo. Marie si batté per i diritti umani fino alla sua morte, nel 1973.

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