Inge Lehmann

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I Inge Lehmann (1888-1993) fu una sismologa danese nata a Copenaghen. Era figlia di Alfred Lehmann, professore di psicologia, e di Ida Tørsleff. Lehmann frequentò scuole progressiste che trattavano allo stesso modo bambine e bambini e, a partire dal 1907, studiò matematica all’Università di Copenaghen. Studiò per un breve periodo al Newnham College di Cambridge, ma tornò in patria a causa dello sfinimento.
Dopo aver lavorato come assistente attuariale, conseguì il cand.mag. in matematica nel 1920 e in seguito un magister scientiarum (master) in sismologia nel 1928. Lehmann lavorò al Reale Istituto Geodetico Danese, dove gestì stazioni sismiche in Danimarca e in Groenlandia e si concentrò sulla localizzazione degli epicentri dei terremoti e sui tempi di propagazione delle onde sismiche. Non si sposò mai e dedicò interamente la sua lunga vita alla scienza, morendo all’età di 104 anni.

Eredità

Inge Lehmann è nota soprattutto per aver scoperto il nucleo interno della Terra nel 1936, analizzando i dati delle onde sismiche. Due importanti discontinuità terrestri portano il suo nome: la discontinuità di Lehmann tra il nucleo interno e quello esterno (a circa 5.100 km di profondità) e un’altra nel mantello superiore (a circa 200 km di profondità). Nonostante le resistenze iniziali, la sua teoria fu in seguito confermata e divenne fondamentale per la geofisica. Co-fondò la Società Geofisica Danese e ricevette riconoscimenti internazionali, tra cui la Medaglia William Bowie (1971) e la Medaglia della Seismological Society of America (1977). L’American Geophysical Union istituì in suo onore la Medaglia Inge Lehmann nel 1995, per celebrare contributi eccezionali allo studio dell’interno della Terra. Lehmann lasciò anche un’eredità simbolica come donna pioniera in un campo dominato dagli uomini, ricordando notoriamente le difficoltà che dovette affrontare nel competere con gli “uomini incompetenti”.

Impatto sul settore

Il lavoro di Lehmann rivoluzionò la nostra comprensione della struttura interna della Terra, proponendo l’esistenza di un nucleo interno solido all’interno di un nucleo esterno liquido. Il suo articolo del 1936 mise in discussione l’idea allora accettata di un nucleo interamente liquido e gettò le basi della moderna sismologia e geofisica.

II Migliorando i metodi di analisi delle onde sismiche e delle loro interazioni con gli strati terrestri, Lehmann perfezionò le tecniche usate per localizzare gli epicentri dei terremoti e studiare la composizione del pianeta. La sua collaborazione con altri geofisici, come Beno Gutenberg, contribuì a individuare le variazioni della velocità sismica nel mantello terrestre. La sua ricerca continua a influenzare la geofisica, come testimonia la prestigiosa Medaglia Inge Lehmann, assegnata ai ricercatori che fanno progredire le conoscenze sul mantello e sul nucleo terrestre.

Curiosità

  1. Competeva con gli “uomini incompetenti”. Lehmann disse una volta di aver dovuto competere invano con molti “uomini incompetenti”, mettendo in luce i pregiudizi di genere che dovette affrontare per tutta la sua carriera scientifica.
  1. Visse fino a 104 anni. Lehmann dedicò l’intera vita alla scienza, vivendo gli straordinari 104 anni e contribuendo al suo campo fino alla tarda età.
  1. Una specie di coleottero porta il suo nome. Nel 2015 una specie di coleottero, Globicornis (Hadrotoma) ingelehmannae, fu intitolata in suo onore, consolidando la sua eredità nel mondo scientifico.
  1. Ottenne riconoscimenti internazionali. Lehmann ricevette lauree honoris causa e si guadagnò il rispetto internazionale, in particolare quello del Lamont Geological Observatory della Columbia University.

Esempi del suo lavoro

  • Scoperta del nucleo interno della Terra (1936): Lehmann analizzò i dati delle onde sismiche dei terremoti, in particolare di uno avvenuto in Nuova Zelanda (1929), e propose un modello terrestre a tre strati con un nucleo interno solido.
  • Discontinuità di Lehmann: individuò due discontinuità sismiche, una tra il nucleo interno e quello esterno (a circa 5.100 km di profondità) e una nel mantello superiore (a circa 200 km di profondità).
  • Gestione delle stazioni sismiche: guidò la creazione e il funzionamento delle prime stazioni sismiche della Danimarca, a Copenaghen e in Groenlandia.
  • Collaborazioni di ricerca: lavorò con Beno Gutenberg sulla discontinuità di velocità del mantello superiore.
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