Vera Jašarević

È stata una pioniera tra le artiste rom di Niš. Violinista, fu tra i membri della prima Orchestra Sinfonica di Niš e una fonte d’ispirazione per intere generazioni di donne che hanno scelto la musica.

jašarević

Informazioni biografiche generali

Nata nel 1922 a Niš, Vera mostrò un talento musicale eccezionale fin da piccola. Nel corso della sua carriera viaggiò spesso all’estero per esibirsi, ma tornava sempre a Niš, dove rimase fino al pensionamento, nel 1978.
Il suo versatile talento musicale e il suo coraggio le valsero un posto di rilievo negli ensemble musicali della città. Faceva parte della ricca tradizione delle orchestre rom di Niš, note per le sezioni di archi predominanti e per un repertorio che spaziava dalla musica popolare a quella classica. Sua sorella, Rrefija Jašarević, fu una stimata pianista. Vera ricevette più volte riconoscimenti per il suo contributo alla musica ed è ricordata come una delle principali artiste donne della Niš del suo tempo.

Carriera

Vera Jašarević costruì la sua carriera in vari ensemble musicali, esibendosi in caffè, teatri ed eventi pubblici. Nel 1960 entrò nella prima Orchestra Sinfonica di Niš, dove ricoprì il ruolo di vice spalla dei secondi violini.
La sua capacità di eseguire sia musica popolare sia musica classica le valse un grande rispetto tra colleghi e pubblico. Nonostante le condizioni difficili per le donne, e in particolare per le donne rom, negli ambienti musicali professionali, Vera abbatté le barriere e aprì la strada alle generazioni future.

Eredità

Vera Jašarević è ricordata come un simbolo di dedizione artistica e di resistenza al pregiudizio. La sua memoria è custodita grazie a iniziative come il progetto “Donne di Niš per la memoria” dell’Associazione Zadrugarice. La sua storia è stata raccontata anche nel documentario “Il sorriso della violinista di Niš”, trasmesso dalla Radiotelevisione della Serbia. Il suo amore per la musica è proseguito attraverso il nipote, Josip Hartl, celebre batterista della rinomata band rock di Niš, i Kerber.

Impatto culturale

  • La sua presenza musicale incarnava l’incontro tra l’arte rom, il talento femminile e le istituzioni musicali ufficiali: una posizione rara per l’epoca.
  • Le esibizioni di Vera e di sua sorella facevano parte di un più ampio contributo rom all’evoluzione della scena musicale urbana e popolare in Jugoslavia.

Curiosità

  • Insieme alla sorella Rrefija, Vera fu una delle poche donne a esibirsi nelle orchestre rom di Niš prima della guerra.
  • Il suo nome vive ancora grazie a progetti dedicati a preservare la memoria di donne illustri di Niš.
  • Fu fonte d’ispirazione per molte donne rom che in seguito intrapresero carriere nella musica, nell’arte e nella cultura.
  • La sua storia è stata raccontata nella serie “Hanno superato i confini”, che ripercorre le vite di donne dimenticate che hanno plasmato la cultura serba.
  • Pur viaggiando spesso all’estero per esibirsi, Vera tornava sempre nella sua città natale, Niš, dove suonò fino al pensionamento, nel 1978, come vice spalla dei secondi violini della prima Orchestra Sinfonica di Niš.
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